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Yoga: va contro i principi cristiani? | Apri la Mente
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Yoga: va contro i principi cristiani?

Lo yoga ha due obiettivi: il benessere fisico e l’unione corpo-spirito. È praticato attraverso diversi stili accomunati dall’uso di asana (posizioni che si assumono durante la pratica), e pratiche di respirazione/meditazione. 

La storia dello Yoga risale a oltre cinquemila anni fa, all’inizio della civiltà dell’uomo. Poco si sa veramente della sua nascita. Si ritiene che abbia avuto origine a Mehrgarh, un insediamento neolitico situato nella regione dell’odierno Afghanistan. Gli studiosi pensano che sia nato dallo sciamanesimo dell’età della pietra. In questo periodo iniziale della civiltà, lo yoga era una risorsa comunitaria che tentava di determinare l’ordine cosmico attraverso una visione interiore e di applicarlo alla vita quotidiana. Negli anni successivi, si è evoluto in un dialogo interiore attraverso il quale gli yogi hanno cercato di sviluppare la propria salvezza e illuminazione. 

Le prove archeologiche dell’esistenza dello yoga sono apparse per la prima volta in sigilli di pietra scavati nella valle dell’Indo.  Vi erano rappresentate figure raccolte in molte asana o posture yogiche per cui gli studiosi concordano che lo yoga si sia sviluppato più o meno intorno al 3000 a.C.   

Lo yoga viene ricollegato anche alla grande civiltà Indo-Sarasvati, una delle più antiche del mondo. Era una civiltà molto evoluta caratterizzata dallo sviluppo dell’agricoltura, dall’urbanizzazione e dall’uso della scrittura. Dalla civiltà Indo-Sarasvati sono pervenuti gli antichi testi conosciuti come Veda, le scritture più antiche del mondo. I Veda sono una raccolta di inni che lodano un potere superiore e contengono la storia più antica mai registrata prima degli insegnamenti in cui si praticava lo yoga. I Veda richiedevano al praticante di trascendere i limiti umani e raggiungere un piano spirituale superiore. Negli anni successivi, furono scritti i Brahmanas, testi famosi che spiegano i rituali e gli inni dei Veda. Successivamente fu la volta dei testi di Aranyakas, qui si delineava la pratica degli yogi che vivevano nella solitudine della foresta. Da qui si sviluppò la tradizione medica indiana, nota come Ayurveda e lo yoga si trasformò in una pratica di salute, armonia dello spirito e stile di vita. 

Detto questo passiamo al punto di vista cristiano. Secondo gli apologeti cristiani se si apre la mente a un pensiero più chiaro e ad una visione interiore, si apre lo spirito al possesso demoniaco. Si ritiene che la pratica dello yoga rasenti l’occultismo e che aprire la propria mente e il proprio spirito ai benefici dello yoga sia pericoloso e contrario a tutto ciò che il cristianesimo predica. I cristiani credono, infatti, che studiare lo yoga sia come praticare l’Induismo per cui pensano che  non si possa separare la filosofia dell’Induismo dallo yoga, prendendo in considerazione i benefici sulla salute.        

Ma questa visione non sa di ristrettezza mentale? Ci si aspetta che i cristiani aprano il cuore e la mente a Gesù e si lascino  guidare dallo spirito Santo, che si affidino ciecamente alla fede e accettino la parola di Dio come unica verità al mondo.  Una persona che pensa e riflette lo troverebbe ipocrita, poiché da un lato si predica che lo yoga deve essere evitato perché l’apertura della mente a una visione più chiara incoraggia la possibilità di possessione demoniaca, dall’altro si predica che si debba aprire la mente e il cuore per accettare Gesù nella propria vita. Aprire il cuore e la mente è esattamente la stessa cosa: guardare dentro se stessi sifica aprire la mente tanto quanto guardare dentro di sé. Se, come predicano i cristiani, siamo aperti al possesso demoniaco se guardiamo dentro di noi e apriamo la mente a tutte le possibilità, come possiamo quindi tranquillamente aprire i nostri cuori al concetto di cristianesimo?  

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