Warning: Use of undefined constant TDC_PATH_LEGACY - assumed 'TDC_PATH_LEGACY' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /home/lamente8/public_html/wp-content/plugins/td-composer/td-composer.php on line 114

Warning: Use of undefined constant TDSP_THEME_PATH - assumed 'TDSP_THEME_PATH' (this will throw an Error in a future version of PHP) in /home/lamente8/public_html/wp-content/plugins/td-composer/td-composer.php on line 118
Reincarnazione: Gandhi e Shanti Devi, il caso più studiato al mondo. | Apri la Mente
  1. Fisica Quantistica

Reincarnazione: Gandhi e Shanti Devi, il caso più studiato al mondo.

Nel 1935, Mahatma Gandhi convocò a Delhi la piccola Shanti Devi, di appena 9 anni, per conoscerla e farsi raccontare di persona quanto i giornali dell’epoca riportavano. La bambina Shanti, infatti pareva fosse la reincarnazione di una donna, Ludgi, deceduta a Mathura per emoraggia nel 1925, durante il parto del suo terzo figlio, Navneet. 

Shanti, nata l’ 11 dicembre del 1926 da una coppia di Nuova Delhi, in India, per i primi 4 anni di vita non parlò mai. Ma appena iniziò a fare frasi compiute, cominciò a raccontare ai genitori che a pochi km da li, a Mathura – piccola cittadina a meno di 150 km di distanza dalla capitale- vivevano i suoi 3 figli e suo marito Kedarnath. I racconti erano conditi di particolari curiosi e singolari. 

Potete immaginare lo stupore dei genitori che pensarono che la figlia fosse decisamente molto fantasiosa e creativa! 

La bimba raccontò a Gandhi, l’avvocato, il politico e l’uomo di grande spiritualità (come noto), all’epoca sessantaduenne, dettagli e particolari della famiglia, delle strade di Mathura, il nome dei parenti e la via della casa della sua “vita precedente” e tanti altri dettagli.

In poche parole la  storia della sua vita precedente. In quel periodo, non molto tempo prima di incontrare Gandhi, lo zio Kishan Chand, insegnante in una scuola della capitale, aveva scritto all’indirizzo del citato “marito” per avere riscontro e conferme in merito alle dichiarazioni della nipote che sosteneva di conoscere la precedente famiglia. Il marito della sua “precedente vita” Kedarnath, confermò tutto ciò che lo zio di Shanti aveva riportato nella sua lettera, dettaglio per dettaglio.

In primis, l’uomo assai stupìto, pensò che fosse la storia di una parente della ex moglie deceduta che tentasse di ereditare qualche bene, e quindi invitò il fratello, che abitava a Delhi, a presentarsi a casa della bimba per verificare cosa ci fosse di vero in quella storia e quali inghippi nascondesse la vicenda. Il fratello di Kedarnath si recò dalla bimba dicendo, imbrogliandola, di essere il marito della compianta Ludgi.

Ma con incredibile stupore Shanti lo salutò affettuosamente chiamandolo per nome e dicendo lui che era il fratello del marito. Chiese subito notizie dei suoi figli, dei suoceri e dimostrando di sapere tutto di tutti. L’ex cognato scoppiò a piangere per la commozione assieme alla bimba e riportò tutto al fratello.

Nel frattempo la notizia fece scalpore e le voci cominciarono a circolare. Gandhi, che ricevette tutte le informazioni a riguardo, la convocò e decise di istituire una commisssione parlamentare allo scopo di studiare il caso al meglio e la bimba fu accompagnata da un uomo del Governo, da un giornalista di un giornale importante e referenti autorevoli a Mathura.

La bambina appena arrivò nel quartiere e in prossimità dell’abitazione “precedente” si orientò subito e guidò i suoi accompagnatori sin dentro alla casa dove il marito e i tre figli l’attendevano. Con loro, fuori dalla casa, si radunarono migliaia di persone che avevano seguito le fasi dell’evento sui giornali. Shanti salutò il marito e i suoi 3 figli con immenso affetto, chiamando tutti per nome e, parlando con loro amabilmente di tante cose, disse, tra le tante, dove aveva sotterrato in giardino i suoi gioielli e dove si trovasse il denaro che aveva nasconto per le emergenze.

Senza ombra di dubbio, nulla di quanto detto non ebbe riscontro sul piano di realtà. I gioielli furono rintracciati dentro ad una scatoletta, in giardino, ben sotterrati. Così i soldi. Tra la commozione e lo stupore generale Shanti chiese informazioni sugli abitanti del quartiere nominandoli uno ad uno. Al figlio appena più grande di lei di un anno (quello in seguito al quale morì nella precedente vita durante il parto), volle che fossero regalati molti dei suoi giochi.

La ex famiglia di Shanti e la nuova famiglia rimasero in contatto per un po’ di tempo, ma alla fine la bimba, crescendo, non volle più entrare nella vita dei “figli” e del marito che si era risposato. Per molto tempo psicologi, medici e esperti incontrarono Shanti per valutare il caso: tutti diagnosticarono che la bimba era mentalmente sana, normale e perfettamente in salute. Shanti non si volle mai sposare e fece l’insegnante, amando l’insegnamento. Non di rado giornalisti e personalità famose provenienti da tutto il mondo la incontrarono.

Pochi giorni prima di morire, a 62 anni, un giornalista le chiese quali progetti avesse per il suo futuro e questa gli disse che la sua vita qui sulla terra era terminata. Sebbene stesse benissimo, dopo appena quattro giorni spirò.

Carte e materiale di ogni tipo, documentazioni varie e i risultati dell’inchiesta parlamentare sono stati diffusi e sono noti. Fotografie dell’epoca sono trovabili; riscontri e testimonianze sono raccolti in fascicoli archiviati presso il governo indiano. Il caso più studiato al mondo ha scosso, allora come adesso, la coscienza di milioni di persone che cercano risposte sul senso della vita sulla terra e su ciò che potrebbe esistere dopo la morte del corpo fisico.  

Iscriviti alla Newsletter e resta aggiornato con tutti i nostri migliori articoli.