La vita non ti da le persone che vuoi, ti dà le persone di cui hai bisogno: per amarti, per odiarti, per formarti, per distruggerti e per renderti la persona che era destino che fossi… (Albert Einstein). 

La letteratura animistica ci insegna che noi veniamo al mondo per effettuare delle “prove” che consentano la purificazione dell’anima. In vero, come sosteneva il gesuita Teilhard de Chardin nella prima metà del secolo scorso, noi siamo entità spirituali che vengono sulla terra a vivere un’esperienza umana e non esseri umani che fanno un’esperienza spirituale. La nostra casa, pertanto, sarebbe lassù.

Questo comporta che la libera scelta che effettua la nostra anima prima di nascere, dei genitori, del luogo, della regione e dello stato in cui nascere, ci permetterebbe di fare delle esperienze che sono, appunto, delle prove. Scelta che farebbe la nostra anima anche secondo l’astrologia karmica. Per apprendere, per imparare.

Gli studiosi della scienza dell’anima sostengono che noi ci reincarniamo molte volte per poter vivere tutte le esperienze ed effettuare tutte le prove che consentirebbero all’anima di purificarsi: da re a schiavi, da vittime a carnefici, da persone normali a problematiche, da ricchi a poveri ecc… E tutto ciò “indossando” tutte le pelli: da nere a gialle, da bianche a rosse e parlando tutte le lingue…. e saremmo stati sia di sesso femminile che maschile.

Alla fine non avremmo più bisogno di ritornare qui, dopo varie reincarnazioni, perché entità spirituali pure: l’anima avrà fatto tutte le esperienze che doveva fare. Dall’antichità, così come oggi, abbiamo avuto schiavi e imperatori, ricchi e poveri. Guerre alternate alla pace. Massacri ma anche civiltà che hanno vissuto nell’armonia.

Abbiamo vissuto nell’opulenza e nella miseria. Nell’odio e nell’amore. Per vivere tutte le esperienze, pertanto, dobbiamo scegliere quello che serve alla nostra anima, non quello che ci fa stare bene. Anche un aborto, paradossalmente è un’esperienza che quell’essere animato, per volere della sua anima, ha dovuto fare. Anche un parto cesareo ha un senso e persino  un’adozione è funzionale alle esigenze di quell’anima. Non c’è errore, tutto ha un suo intrinseco motivo.

Nel bene e nel male, che piaccia o meno. Quel percorso ha un senso perché lo ha stabilito quell’anima. Un’adozione, per esempio, può essere una prova per quel figlio che “cambia” genitori o famiglia, ma anche una prova per i genitori sia biologici che per quelli adottivi che nel primo caso lasciano il figlio e nel secondo lo accolgono.

Questo non significa che tutto è già stabilito a monte e che dobbiamo pensare di arrenderci… pensare che non possiamo cambiare la nostra esistenza, ma al contrario dobbiamo assolutamente lavorare per migliorarla. Beneficiamo del libero arbitrio e questo, pertanto, ci consente di migliorare il nostro futuro in base a delle scelte che possiamo fare in autonomia.

Ogni cosa che avviene, quindi, ha un senso. Anche un figlio che muore, anche un amore che finisce hanno una ragione. Una dipendenza, un incidente, una malattia. Anche una violenza, purtroppo. Triste, ma è così.

Il dolore sarebbe proprio quel “pungolo” che ci obbliga a fare qualcosa per migliorarci e poter poi, quando sarà il momento, avere l’opportunità di godere del piacere o di uno stato di benesse. E la vita ci riserva anche momenti importanti, belli, sereni e di gioia.

Impariamo a godere anche di quelli, ben sapendo che ogni giorno è un dono. Rispettiamo la natura e tutto ciò che la vita ci regala. E non perdiamo di vista il fatto che se stiamo bene noi e lavoriamo in questa direzione, anche i nostri cari ne beneficiano. La gioia può essere contagiosa, come la risata.

Così dice la scienza dell’anima.

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