Per le Fisica dei Quanti la coscienza di ogni individuo appartiene ad una ben più ampia Coscienza, definita Universale. Quest’ultima sarebbe l’insieme di tutte le coscienze di ogni elemento animato.

Lo psicologo Carl Gustav Jung, già alcuni decenni fa, aveva ben inteso –ed esplicitato- che ogni singola persona appartiene ad un Tutto, qualcosa di immenso, che lui chiamò Sé Collettivo: ovvero un insieme di consapevolezze individuali che appartengono e formano tutte assieme una Coscienza Collettiva unica. Assieme al fisico Pauli, Jung si dedicò anche allo studio della sincronicità degli eventi che quasi sempre avvengono in corrispondenza ad un preciso pensiero.

Giusto per capirci, provate a ricordare a quante volte avete pensato a qualcuno e nel giro di pochissimo tempo costui vi ha chiamato oppure l’avete incontrato? E magari avete anche pensato: “ma guarda che coincidenza!!!”… oppure: “si parla del diavolo e ne spuntano le corna!!!”.

Ebbene, tali coincidenze non sarebbero per nulla casuali. Tutto avviene secondo uno schema che sarebbe legato ad un progetto prestabilito, non casuale.

Il premio Nobel per la Fisica Max Planck, colui a cui molti attribuiscono il merito di aver fondato la Fisica Quantistica nel 1918, praticamente contemporaneo di Einstein, sostenne che l’Universo è troppo perfetto per non essere stato creato da una forza troppo intelligente e altrettanto perfetta, pertanto ogni evento è legato ad un progetto “superiore”.

La cosa suscita ed ha suscitato molto interesse, anche per gli studi che fanno riferimento alla scienza dell’Anima. Attraverso l’Ipnosi Regressiva, metodologia terapeutica che anch’io utilizzo, molti importanti autori, tra cui Weiss, Stevenson, Moody ecc…, hanno testimoniato e documentato che esiste una vita oltre la morte.

L’Anima di ognuno di noi sarebbe unita a quella di tutti gli altri, al punto che l’insieme delle anime formerebbe un’Anima sola. E per Weiss quell’Anima sola è l’Amore. Tutto è amore. Se le anime sono tutte collegate, allora possiamo pensare che siano costantemente in relazione le une con le altre? E se è vero che sono in relazione costante, possiamo anche ipotizzare che condividano le stesse esperienze? 

Ebbene, per la Fisica dei Quanti il caso non esiste, pertanto dobbiamo pensare che ogni cosa che avviene è legata ad una precisa ragione e che tale ragione non è casuale, appunto!

Per fare le stesse esperienze, allo scopo di migliorarci di vita in vita (secondo il principio della reincarnazione – Induismo, Buddismo-), noi ci reincarniamo a gruppi e ci rincontriamo. Ci ritroviamo di vita in vita per purificare la nostra anima in virtù delle vite successive, sino all’ultima vita che è quella che presupporrebbe che la nostra anima è pura e che pertanto non deve più reincarnarsi.

Se ci reincarniamo a gruppi, significa che ci siamo già trovati e che ci ritroveremo ancora; quando il “corpo fisico” se ne va, ma l’anima o la coscienza torna in altro corpo.

A volte ci riconosciamo, o almeno siamo consapevoli, inconsciamente, di esserci ritrovati. Per fare un altro esempio, quante volte abbiamo incontrato qualcuno e da subito ci ha dato l’idea di essere familiare? Magari ci siamo detti: “è come se lo conoscessi da sempre, da una vita!!!”. Non vi è mai capitato? Ebbene, quel sempre forse è proprio un sempre.

Quelle persone, sebbene con altre caratteristiche somatiche, le abbiamo già conosciute, come loro hanno già conosciuto noi. La loro coscienza e la nostra coscienza erano già da tempo in relazione, la loro anima e la nostra idem (sarebbero la stessa cosa). 

Ritrovarci significa che abbiamo l’opportunità di migliorare il nostro comportamento e il nostro atteggiamento nei riguardi di quelle stesse persone, allo scopo di migliorarci.

La nostra vita è una prova.

Questa vita come le precedenti o le future. Quindi non stupiamoci se anche il nostro peggior nemico, oggi, lo abbiamo già conosciuto e lo rincontreremo. Molti di noi ne farebbero a meno, senz’altro. Ma è probabile che sarà così. I destini, in questo caso si incrociano e si incroceranno sino all’ultima vita.

Un carnefice avrà un preciso karma, che sarà l’opposto di quello della sua vittima. In altre parole sia l’uno che l’altro quell’esperienza la dovevano fare! Questo suscita molta rabbia, ma il senso è e potrebbe essere esattamente quello… Se ci miglioriamo in questa vita, se consapevolmente impariamo dalle esperienze a migliorarci, ad essere più umili, allora la prossima vita sarà più serena. Quella esperienza, piuttosto che quell’altra, saranno più blande, meno penalizzanti.

La legge del Karma sostiene che noi beneficiamo del libero arbitrio e pertanto possiamo decidere che orientamento dare al nostro destino, al futuro della nostra anima, della nostra coscienza. Se le cose stanno così, sarà meglio riflettere su come e cosa facciamo con e per gli altri, a come ci muoviamo ed a come comportarci in questa vita, guardando avanti…

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