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Lo Yoga e le sue misteriose origini | Apri la Mente
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Lo Yoga e le sue misteriose origini

Le origine dello Yoga sono avvolte da un alone di mistero. Si ritiene che la sua pratica sia iniziata proprio all’alba della civiltà, migliaia di anni fa, molto prima che nascessero le religioni o i sistemi di credenze. Una leggenda narra che il Dio Shiva decise di insegnare tutti i segreti dello yoga a sua moglie Parvati. Vicino a loro, c’era un pesciolino che, senza farsi notare, ascoltò attentamente tutti gli insegnamenti sacri. Il pesciolino nuotò lontano sperimentando su di sé tutti quello che aveva appreso. Con il passare del tempo passò attraverso le tappe del percorso evolutivo dello yoga e alla fine si trasformò in un uomo.

Per la storia, la nascita dello yoga può essere fatta risalire alla civiltà Indus-Sarasvati nell’India del Nord oltre 5.000 anni fa anche se alcuni studiosi credono possa essere più antica. Il mistero delle sue origini nasce dalla sua originaria trasmissione orale. A quei tempi gli insegnamenti erano tramandati a voce da maestro a discepolo. Per prove tangibili dobbiamo rifarci ai primi ritrovamenti rinvenuti nel Nord dell’India, nell’area del bacino del fiume Indo. Si tratta di statuette e sigilli rappresentanti divinità in posizioni yoga e rappresentazioni di possibili maestri o asceti in meditazione risalenti al 2500 a.C..

La parola yoga è stata menzionata per la prima volta nei “Rig Veda“, testi sacri antichissimi. I Veda, che comparvero a partire dal 2000 a.c., sono una raccolta di testi contenenti canzoni, mantra e rituali utilizzati dai Brahmani (sacerdoti vedici). Lo yoga fu poi lentamente affinato e sviluppato dai Brahmani e dai Rishi (mistici veggenti) che documentarono le loro pratiche e credenze nelle “Upanishad“. Parliamo di un’enorme opera di oltre 200 scritture: poemi filosofici e mistici, scritti in sanscrito, che esplorano la natura dell’anima umana. Le Upanishad prendono l’idea del sacrificio rituale dei Veda interiorizzandolo e dandogli nuovo significato: insegnano il sacrificio dell’ego attraverso la conoscenza di sé, l’azione (karma yoga) e la saggezza (jnana yoga).

In quel periodo lo yoga era un miscuglio di idee, credenze e tecniche spesso in conflitto tra di loro, o in contraddizione. Per una prima presentazione sistemica dello yoga dobbiamo aspettare i primi secoli, con la comparsa dello Yoga-Sûtras del filosofo Patanjali. È una raccolta di 196 aforismi, concepiti per essere memorizzati con facilità per condividere e tramandare la conoscenza. I sutras possono essere divisi in 4 sezioni detti pada:

  1. Samādhi Pāda: “la congiunzione” . Lo yoga viene indicato come mezzo per raggiungere il samādhi (ovvero “congiunzione”, “enstasi”, “concentrazione”), è lo stato di beatitudine che porta ad una diversa consapevolezza delle cose e a raggiungere la liberazione.
  2. Sādhana Pāda: “la realizzazione”. Qui si affronta l’aspetto pratico dello yoga. Il percorso verso il samādhi (e quindi la liberazione) si articola in otto fasi: gli aṣṭāṅga (“otto membra”) dello Yoga. Essi sono:
    1. Le regole morali ➢ yama
    2. Le osservanze ➢ niyama
    3. Le posizioni ➢ āsana
    4. Il controllo del respiro ➢ prāṇāyāma
    5. L’emancipazione dell’attività sensoriale dall’influssi esterni ➢ pratyāhāra
    6. La concentrazione ➢ dhāraṇā
    7. La meditazione ➢ dhyāna
    8. La congiunzione ➢ samādhi.
  3. Vibhūti Pāda: i “poteri”. Siamo nelle ultime 3 fasi del percorso yogico. Si affrontano il “dominio dello spirito” la concentrazione (dhāraṇā), la meditazione (dhyāna)e la congiunzione (samādhi) descrivendo alcuni poteri extra-normali che lo yogin può conseguire con una corretta pratica.
  4. Kaivalya Pāda: la “separazione” tra spirito e materia attraverso il raggiungimento del samadi.

Da allora

Alcuni secoli dopo Patanjali, i maestri di yoga crearono un sistema di pratiche progettate per ringiovanire il corpo e prolungare la vita. Vedendo il corpo fisico come mezzo per raggiungere l’illuminazione, svilupparono il Tantra Yoga: pratica di tecniche radicali che mirano a purificare il corpo e la mente spezzando i nodi che ci legano all’esistenza fisica. L’esplorazione di queste connessioni fisico-spirituali e pratiche centrate sul corpo portarono alla nascita dello yoga occidentale: Hatha Yoga. Lo yoga si diffuse in occidente tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Determinante fu la presenza di Swami Vivekananda al Parlamento delle Religioni nel 1893 a Chicago. Swami stupì tutti con le sue lezioni sullo yoga e l’universalità delle religioni del mondo. In quei decenni i maestri yoga iniziarono a viaggiare in Occidente, attirando attenzione e seguaci.

Oggi l’Hatha Yoga ha diverse scuole o stili, ciascuno sottolinea un aspetto importante della pratica.

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