Meravigliose le esperienze raccontate dai bambini, dopo aver vissuto uno stato di pre-morte. Semplicemente affascinanti!

Le N.D.E. (Near. Death. Experience.) -ovvero esperienze raccontate dalle persone che in seguito a incidenti o traumi hanno presentato, all’esame clinico, elettrocardiogramma ed elettroencefalogramma piatti per parecchio tempo prima di essere “rianimati”- raccolte da molti autori e da appassionati del mondo dell’invisibile, sono state sapientemente narrate in molti paesi durante l’arco di questi ultimi decenni. Anche quelle fatte dai bambini.

Libri, documenti, film biografici che raccontano cosa parrebbe esserci, attraverso gli occhi ingenui e sinceri dei bambini, oltre la vita. Quest’ultimi non hanno, per forza di cose, vissuto molte esperienze sulla terra e quando rianimati dopo un trauma, raccontano di eventi che hanno dell’incredibile.

In una ricerca pubblicata nel 1982 e riportata da una équipe di medici americani capitanata dal dr. R. Moody, vengono descritte esperienze singolari.

Il medico direttore della clinica pediatrica ortopedica di Seattle, dr. Morse, interroga parecchi bambini al risveglio dallo stato di morte clinica. Chi racconta di essere stato in un tunnel di luce e di aver parlato con persone eteree, poco definite; chi racconta che un entità spirituale angelica gli ha detto che non era ancora il momento di morire e che i suoi genitori e i suoi fratelli erano in attesa di riabbracciarlo; chi racconta di essere NEL tunnel pieno di luce e di vedere persone andargli incontro, amorevoli e sorridenti e pronte ad accoglierlo; chi sostiene di vedere una luminosa e dolce signora che ispira sicurezza e amore e non capisce perché mai dovrebbe tornare sulla terra, una volta invitato a rientrare nel corpo; altri che vedono sagome non ben definite ma piene di luce che li accompagnano in luoghi pieni di fiori, con verdi colline. 

Mentre vivono le esperienze riportate, i bambini raccontano tutti di essere preoccupati, nel vederli dall’alto, per i dottori che lottano disperatamente per riportarli in vita, per i genitori in sala rianimazione o per i fratelli che vedono piangenti in altri locali e fuori dalla sala, anche se attratti dal desiderio di non ritornare.

Ma la cosa più singolare è che spesso, se interrogati a fondo, i bambini si vedono adulti. Non sanno spiegare perché, ma vedono il “corpo spirituale” come quello di un adulto. Un’ipotesi possibile è che sentendosi perfettamente a loro agio tra “entità spirituali” si vedano come loro, come adulte.

Una ragazzina ha raccontato, vividamente, che una bellissima signora di nome Elisabeth le avesse chiesto se voleva tornare dalla madre e rivedere i suoi genitori. La luce è sempre molto intensa, le sagome delle anime che li accolgono poco definite ma avvolgenti. Un altro medico, Herzog, racconta di una bambina che incontrò il Padre Celeste e che fu invitata a ritornare alla vita terrena. 

Ebbene, si potrebbero elencare tantissimi casi e narrarne le esperienze, ma alla fine la cosa che maggiormente colpisce è che i bambini crescendo non hanno più paura della morte. Una volta ritornati in “vita” e dopo aver conosciuto l’“al di là” vivono la propria esistenza serenamente, senza più la paura della morte. I bambini in questione, di nuovo intervistati negli anni a seguire, sono sereni, senza particolari problemi e non pensano al trapasso come normalmente pensiamo noi. 

Chi non ha paura di morire?

Ebbene, chi fatto tale esperienza non ce l’ha. Non stupiscono solo i racconti, ma lo scarso attaccamento alla vita terrena, senza che la paura, in età adulta della perdita della vita attanagli loro. I bambini sono la voce della verità, non hanno motivo di mentire o di raccontare falsità. Ciò che raccontano appare magico, privo di sovrastrutture mentali e di condizionamenti: la semplicità con cui narrano le loro esperienze è meravigliosa.

Diventando adulti ci dimentichiamo di essere stati bambini. Ma anche in questo caso possiamo apprendere qualcosa da loro e trarne insegnamenti.

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